Precisamente

Sono interessato a ciò che concerne il mio credo nel rispetto della mia persona.
“Percorsi” alternativi “forzati” o situazioni verso le quali mi indirizzo che poi risultano non reali non sono gradite ne accettabili.
Chi rispetta la mia persona e le norme di convivenza civile può essere benvenuto

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Ed effettivamente c’è sempre il rischio di fraintendere il prossimo o di essere a nostra volta fraintesi. Ecco perchè se ho da prendere una posizione lo faccio nel modo più chiaro e diretto possibile,sempre nel rispetto di tutti, me stesso in primis

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Un pò di storia del nostro territorio

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera:

Il campo di Coreglia Ligure (Genova) (spesso erroneamente definito Campo di Calvari di Chiavari) nacque come campo di prigionia durante la seconda guerra mondiale. Dal dicembre 1943 al gennaio 1944 funzionò come campo di concentramento provinciale istituito dalla Repubblica Sociale Italiana per raccogliervi gli ebrei in attesa di deportazione.

La storia
Durante la seconda guerra mondiale era stato costruito a Coreglia Ligure un Campo Prigionieri di Guerra nel quale passarono più di 15.000 soldati alleati catturati sul fronte africano. Il campo consisteva in una serie di baracche di legno; l’unico edificio in muratura era l’infermeria, ricavata in un casolare preesistente. Dopo l’8 settembre 1943, la struttura fu occupata dall’esercito tedesco; i 3195 prigionieri allora presenti furono trasferiti verso Chiavari e destinati ad altri campi.
Quando alla fine del novembre 1943, il governo della Repubblica Sociale Italiana promosse l’istituzione di una rete di campi di concentramento provinciali destinati a raccogliere gli ebrei catturati nei rastrellamenti, fu decisa la riutilizzazione a questo scopo del vecchio campo di prigionia.
Il campo nel suo nuovo uso diventò ufficialmente operativo ai primi di dicembre 1943. La gestione era affidata a personale di polizia italiano sotto la responsabilità del Ministero degli Interni della Repubblica Sociale Italiana.
In zona, oltre agli ebrei italiani rifugiatisi nella Riviera, erano presenti numerosi profughi ebrei che dalla Francia si erano trasferiti in Italia dopo l’8 settembre 1943 nella speranza di ricongiungersi alle truppe alleate. Si spiega così la scelta di un luogo di detenzione così grande. La maggior parte dei ricercati tuttavia fu capace di sottrarsi all’arresto, spesso con l’aiuto attivo della popolazione locale. Dal campo passarono 29 ebrei; furono tutti deportati dapprima a piccoli gruppi attraverso il carcere di Marassi e San Vittore. L’ultimo gruppo di 20 ebrei fu prelevato il 21 gennaio 1944 dal maresciallo delle SS Max Ablinger e inviato a Auschwitz con il trasporto che il 30 gennaio 1944 partì dal binario 21 della stazione centrale di Milano. Non risultano sopravvissuti. Il campo fu ufficialmente e definitivamente chiuso.

Il campo oggi
Nessuna traccia resta oggi in loco del campo di concentramento di Coreglia Ligure. Nel 60 anniversario della deportazione, in coincidenza con il Giorno della Memoria 2004, una piazza di Coreglia Ligure fu intitolata a Nella Attias, una bambina ebrea genovose di sei anni che da Coregna fu inviata a morire a Auschwitz e che è divenuta il simbolo del campo. A lei la Provincia di Genova aveva dedicato l’anno prima un CD musicale, realizzato a cura di Giorgio “Getto” Viarengo. Una lapide è oggi posta a ricordo delle vittime nell’area dove sorgeva il campo.

Tratto dal libro “Il cammino della libertà, di Paolo Castagnino saetta:
Dopo l’8 settembre 1943 gli Ebrei catturati a Chiavari e nel Levante venivano avviati dai fascisti al campo di concentramento di Calvari. Sì trattava di un campo di concentramento per prigionieri di guerra nel quale erano state rinchiuse alcune migliaia di prigionieri alleati, colà trattenuti anche dopo l’8 settembre 1943, sino a quando giunsero i tedeschi per deportarli in Germania. Da allora il campo venne usato per il concentramento di prigionieri Ebrei catturati, che in diversi scaglioni furono tradotti nei campi di sterminio in Germania.
Il campo di concentramento di Calvari cessò di esistere il 22 giugno 1944; con una audace azione un gruppo di partigiani di Giustizia e Libertà occupava il campo liberando ventun prigionieri, alcuni dei quali Ebrei, che erano in attesa di essere deportati nei lager in Germania. Prelevavano inoltre numerose armi e materiale da casermaggio.
1 dicembre 1943- i giornali fascisti annunciano l’inizio della deportazione degli Ebrei italiani nei campi di sterminio nazisti.
Nelle camere a gas e nei forni crematori morirono sei milioni di Ebrei provenienti da tutta l’Europa.
Dei duecentodiciannove Ebrei genovesi deportati in Germania nei campi di sterminio nazisti ne sopravvissero nove.

“Qui sopra : foto del campo – 1942”

In ultima battuta vi è da considerare che fu un campo di internamento e di transito, dove si registrarono morte-omicidi , che si differenzia dal campo di sterminio vero e proprio , come ad esempio quello di Risiera di San Sabba in Trieste ( http://it.wikipedia.org/wiki/Risiera_di_San_Sabba )